Heiligenblut e Zirmsee: Austria

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Se avete letto il mio precedente articolo dedicato a Racines, alla Val di Vizze e alle Cascate di Stanghe, sapete già che il nostro viaggio estivo non era ancora terminato.

Avevamo lasciato Racines con gli scarponi ancora ai piedi e quella voglia di continuare a scoprire le montagne che ci accompagna ogni volta che partiamo.

Questa volta, però, abbiamo attraversato il confine.

La nostra strada ci ha portati in Austria, nella regione della Carinzia, fino a Heiligenblut am Großglockner, un piccolo borgo alpino circondato dalle montagne del Parco Nazionale degli Alti Tauri.

Un luogo che avevamo scelto come nuova tappa del nostro viaggio e che si è rivelato molto più di quello che immaginavamo! Qui abbiamo passeggiato tra le sue caratteristiche case, soggiornato al fiabesco Panorama Hotel Lärchenhof e, soprattutto, indossato nuovamente gli scarponi per affrontare un nuovo trekking. La nostra destinazione? Lo Zirmsee, uno spettacolare lago alpino situato a circa 2.530 metri di quota.

Anche in questo nuovo racconto vi invito a passeggiare con noi tra le meraviglie della natura.

Pronti a continuare il viaggio?

Carinzia

La Carinzia è una delle regioni più affascinanti dell’Austria per chi, come noi, ama la montagna e i paesaggi alpini. È una terra fatta di valli, laghi, boschi e  alte cime, dove la natura è davvero protagonista e dove basta allontanarsi un po’ dalle strade principali per ritrovarsi immersi in paesaggi che sembrano usciti da una cartolina.

Carinzia, Austria.

Parco Nazionale degli Alti Tauri

È proprio qui che si trova il Parco Nazionale degli Alti Tauri, una delle aree protette più importanti delle Alpi e un vero paradiso per gli amanti del trekking. Un territorio enorme dominato da ghiacciai, vallate, cascate e cime che superano i 3.000 metri, tra cui il Großglockner, la montagna più alta dell’Austria. E proprio in questo scenario si trovava la nostra tappa: Heiligenblut am Großglockner.

Parco Nazionale degli Alti Tauri.

Heiligenblut

La prima cosa che colpisce arrivando a Heiligenblut è il fatto che sembra essere uscito da un libro di favole e che dà l’idea di essere quasi sospeso sulle montagne e, ovunque si guardi, il panorama è dominato dalle cime degli Alti Tauri.

Heiligenblut.

Al centro del borgo spicca la chiesa di San Vincenzo, con il suo altissimo campanile, diventato nel tempo il vero simbolo di Heiligenblut.

È proprio quella chiesa che avevamo voglia di vedere da vicino. La Pfarrkirche St. Vinzenz risale al XV secolo ed è legata a una storia molto particolare.

Heiligenblut.

Il nome Heiligenblut significa infatti “Sangue Santo” e deriva dalla leggenda di Briccius, un uomo che, secondo la tradizione, avrebbe portato con sé da Costantinopoli una reliquia contenente il sangue di Cristo. Dopo la sua morte sulle montagne, il suo corpo sarebbe stato ritrovato grazie a tre spighe di grano cresciute nel luogo della sepoltura.

Chiesa di San Vincenzo.

La leggenda è ancora oggi parte integrante della storia del paese e la chiesa custodisce la reliquia del cosiddetto Santo Sangue.

Ma Heiligenblut non è soltanto un luogo di pellegrinaggio. Questa zona ha infatti una storia molto più ampia, legata anche all’estrazione dell’oro.

Nelle valli intorno al paese, e in particolare nella Kleine Fleißtal, per secoli sono state sfruttate numerose miniere. L’attività mineraria arrivò anche a quote molto elevate e interessò la zona dello Zirmsee. Già tra il XV e il XVI secolo venivano sfruttate miniere nella parte alta della valle e nei pressi del lago erano presenti strutture legate alla lavorazione e al trasporto del minerale.

Heiligenblut.

Pensare che queste montagne, oggi attraversate da escursionisti e amanti della natura, siano state per tanto tempo percorse da minatori alla ricerca dell’oro rende il paesaggio ancora più affascinante.

E questa storia dell’oro è qualcosa che abbiamo ritrovato anche durante il nostro trekking.

Ma prima di arrivare allo Zirmsee ci siamo fermati proprio nel luogo in cui questa storia è ancora oggi visibile.

Heiligenblut.

L’Alter Pocher

Per iniziare il nostro trekking verso lo Zirmsee siamo arrivati nella Kleine Fleißtal, fino all’Alter Pocher.

Qui si trova il suggestivo Goldgräberdorf Heiligenblut, il villaggio dei cercatori d’oro.

Goldgräberdorf Heiligenblut.

È un vero e proprio museo all’aperto che ricostruisce un antico villaggio minerario e permette di capire come si svolgeva la vita di chi lavorava nelle miniere di questa zona. Le strutture riproducono, tra le altre cose, una capanna dei minatori, una fucina, gli spazi per separare il minerale e soprattutto un antico impianto per frantumare la roccia.

Goldgräberdorf Heiligenblut.

Passeggiare tra queste piccole costruzioni prima di iniziare il trekking è stato quasi come fare un salto indietro nel tempo. Quelle che oggi per noi sono montagne da esplorare, fotografare e vivere durante una giornata all’aria aperta, un tempo erano un luogo di lavoro. Qui si veniva per cercare l’oro, si saliva lungo le montagne, si entrava nelle gallerie e il minerale estratto veniva poi trasportato verso valle per essere lavorato.

Proprio l’Alter Pocher era uno dei luoghi in cui il minerale aurifero veniva frantumato. Ancora oggi sono visibili i resti dell’antico Pochwerk, mentre alcune strutture storiche sono state recuperate e valorizzate per raccontare la storia dell’attività mineraria.

Goldgräberdorf Heiligenblut.

È stato interessante scoprire che la storia che avevamo iniziato a conoscere passeggiando per Heiligenblut sarebbe tornata anche durante il nostro trekking.

Perché la nostra destinazione, lo Zirmsee, si trova proprio in una delle zone che in passato erano interessate dall’estrazione dell’oro. Una coincidenza che ha reso il percorso ancora più affascinante.

Dopo aver visitato il villaggio dei cercatori d’oro, siamo finalmente partiti. Direzione Zirmsee.

Trekking Zirmsee

  • Località: Heiligenblut am Großglockner
  • Partenza: Alter Pocher
  • Quota massima: 2530 m.s.l.m
  • Durata: circa 6 ore totali
  • Dislivello: 850 m
  • Difficoltà: medio-difficile

Il trekking verso lo Zirmsee inizia proprio dall’Alter Pocher.

Zirmsee.

Il sentiero sale progressivamente verso l’alta montagna e, fin dai primi passi, ci lasciamo alle spalle il piccolo villaggio minerario. La giornata era perfetta per camminare. All’inizio il percorso attraversa un paesaggio ancora verde, con prati e vegetazione alpina. Poi, man mano che si guadagna quota, l’ambiente cambia.

Trekking verso Zirmsee.

Gli alberi diventano sempre più radi, il paesaggio si fa più roccioso e le montagne intorno a noi diventano sempre più imponenti. In alcuni punti ruscelli e piccole cascatelle costellavano il panorama e il sentiero.

La cosa che mi è piaciuta di questo trekking è che mentre salivamo, sapevamo che stavamo camminando attraverso una montagna che ha una storia. Non è soltanto un bellissimo paesaggio alpino, è lo stesso ambiente in cui, secoli fa, uomini e minatori affrontavano queste quote per cercare l’oro. E più ci avviciniamo allo Zirmsee, più questa storia torna a essere presente.

Trekking verso Zirmsee.

Proprio nei pressi del lago si trovavano infatti antiche attività minerarie. Le fonti storiche raccontano della presenza di miniere nella zona del Seebichl e di strutture per la lavorazione del minerale. Oggi, naturalmente, tutto appare completamente diverso. Non ci sono più i rumori dei martelli. Non ci sono minatori che risalgono la montagna. Non ci sono carichi di minerale da trasportare verso valle. Ci siamo noi con gli scarponi ai piedi, lo zaino sulle spalle e la voglia di arrivare fino a quel lago che avevamo visto soltanto nelle fotografie. La salita continua e anche il paesaggio cambia ancora. I prati lasciano sempre più spazio alle rocce, la vegetazione si fa più bassa e intorno a noi compaiono montagne sempre più alte. È una di quelle salite in cui ogni volta che ti volti indietro il panorama è diverso. E allora ti fermi anche solo per qualche minuto per guardare. Per respirare.

Poi, dopo tutta la salita, iniziamo finalmente a intravedere il lago. Ed è uno di quei momenti in cui la fatica passa completamente in secondo piano. Lo Zirmsee appare davanti a noi, incastonato tra le montagne. Un magico lago alpino turchese a quasi 2.530 metri di quota, circondato da un paesaggio silenzioso e selvaggio.

Zirmsee.

Dopo tutto il cammino, fermarsi sulle sue rive e guardarsi intorno è stata una sensazione bellissima. Non c’erano rumori solo il vento, la montagna e l’acqua del lago. Ci siamo fermati a lungo, senza avere particolare fretta di ripartire. In fondo è anche per questo che facciamo trekking. Non soltanto per raggiungere una destinazione, ma per vivere tutto quello che succede lungo il percorso.

Zirmsee.

La salita, le pause, i panorami che cambiano e infine quella sensazione di soddisfazione che arriva quando raggiungi il punto che avevi visto soltanto sulla mappa. Lo Zirmsee è stato proprio questo per noi. Una piccola conquista all’interno di un viaggio già pieno di bellissimi paesaggi.

Dopo esserci goduti il lago abbiamo iniziato la discesa verso valle. Le gambe erano stanche, ma quella era la stanchezza che ci piace. Quella che ti ricorda che hai trascorso una giornata intera all’aria aperta e che, ancora una volta, hai scoperto un angolo nuovo da custodire nel cuore tra le suggestive cime del mondo!

Dove soggiornare a Heiligenblut?

Per il nostro soggiorno a Heiligenblut ci aspettava il Panorama Hotel Lärchenhof, una struttura che si è rivelata perfettamente in sintonia con il tipo di viaggio che stavamo facendo.

Panorama Hotel Lärchenhof.

Qui avevamo la sensazione di essere sempre immersi nel paesaggio di Heiligenblut e nelle montagne che circondano il borgo. Ma il Lärchenhof non è soltanto un hotel dove tornare dopo una giornata di trekking è anche un luogo dove fermarsi, rallentare e concedersi qualche ora di relax.

Panorama Hotel Lärchenhof.

La struttura dispone infatti di una bellissima spa con vista sulle montagne, dove abbiamo potuto rilassarci ammirando il panorama.

Panorama Hotel Lärchenhof.

Panorama Hotel Lärchenhof.

Ci sono due saune, le docce emozionali e una zona relax con comodi lettini e particolari lettini a dondolo, perfetti per lasciarsi cullare e dimenticare per un po’ la fatica della giornata.

Panorama Hotel Lärchenhof.

E poi c’era la nostra camera. Appena siamo entrati ci siamo innamorati dell’atmosfera calda e accogliente, con il legno protagonista di ogni dettaglio. Ma la vera sorpresa era il balcone.

Panorama Hotel Lärchenhof.

Da lì avevamo una vista meravigliosa sul borgo di Heiligenblut e sul suo caratteristico campanile, con le montagne a fare da sfondo.

Aprire la porta del balcone al mattino e ritrovarsi davanti quel paesaggio era uno di quei piccoli momenti che difficilmente si dimenticano. Era come avere una cartolina davanti agli occhi, ma questa volta eravamo proprio lì.

Panorama Hotel Lärchenhof.

La colazione era uno degli appuntamenti che aspettavamo con più piacere.

Panorama Hotel Lärchenhof.

Era ricca, varia e soprattutto buonissima, con tutto quello che serve per iniziare una giornata di trekking con la giusta energia.

Ma la vera protagonista era ancora una volta la vista. Sedersi a fare colazione e avere davanti agli occhi il campanile della chiesa di Heiligenblut, con le montagne sullo sfondo, era davvero uno spettacolo.

Panorama Hotel Lärchenhof.

Anche le cene sono state una parte importante del nostro soggiorno.

La cucina del Lärchenhof propone piatti legati ai sapori della regione, con prodotti locali e influenze della cucina alpino-austriaca. Abbiamo trovato una cucina curata e davvero gustosa.

Panorama Hotel Lärchenhof.

Ed è proprio questo che abbiamo apprezzato del soggiorno non era semplicemente un posto dove dormire era diventato parte del viaggio. Tutto aveva un ritmo lento, autentico e da favola, quello che cerchiamo quando siamo in montagna.

Panorama Hotel Lärchenhof.

Heiligenblut è stata una tappa che ci ha regalato molto più di quello che ci aspettavamo. Ci ha regalato un piccolo borgo dalla storia affascinante, il panorama imponente del Großglockner e un trekking che ci ha portati fino a uno splendido lago alpino. Ma soprattutto ci ha regalato quei piccoli momenti che, alla fine, sono quelli che ricordiamo di più.

Heiligenblut.

È questo il modo in cui amiamo viaggiare.

Scoprire un luogo lentamente, lasciarci incuriosire dalla sua storia, assaggiarne i sapori e poi esplorarlo a piedi.

Dopo Racines e la Val di Vizze, il nostro viaggio aveva quindi attraversato il confine ed era entrato nel cuore delle Alpi austriache.

Ma la nostra avventura non era ancora finita.

C’erano ancora strade da percorrere, montagne da attraversare e nuovi luoghi da scoprire.

E quindi il nostro viaggio continua…

Ci rileggiamo alla prossima tappa.

 

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