Trentino Alto Adige in primavera

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Non era la nostra prima volta in Trentino Alto Adige, ma era la prima in primavera. E forse è proprio per questo che ci è sembrato di scoprirlo da capo.
La neve si ritira lentamente dalle vallate, i prati tornano a respirare di verde acceso e l’aria fresca profuma di bosco bagnato e rinascita. Ogni cosa sembra sospesa in un equilibrio perfetto tra inverno e estate, tra silenzio e vita che riparte.

Visitare il Trentino Alto Adige in primavera significa immergersi in paesaggi che cambiano colore ogni giorno: Dolomiti ancora imbiancate, laghi alpini dai riflessi cristallini, sentieri che attraversano foreste silenziose e borghi dove il tempo sembra rallentare. È un viaggio fatto di natura, trekking, storia e piccoli momenti che restano impressi.

In questo itinerario ti porto con me visitando il fascino senza tempo del Castello del Buonconsiglio fino alla quiete della Val Venegia, passando per il sentiero Marciò, la salita alla Malga Messnerjoch ed infine respirando tutta la magia nascosta del Lago di Mezzo.

Pronti? Partiamo!

Castello del Buonconsiglio

Nel cuore del centro storico di Trento, il Castello del Buonconsiglio è molto più di un semplice castello è un luogo dove storia, arte e mistero convivono da secoli.

Castello del Buonconsiglio.

Antica residenza dei principi vescovi di Trento, domina la città con la sua imponenza e racconta, pietra dopo pietra, il passato del territorio trentino.

Passeggiare tra i suoi cortili silenziosi, le logge eleganti e le sale affrescate significa attraversare epoche diverse dal fascino austero medievale di Castelvecchio alla raffinatezza rinascimentale del Magno Palazzo.

Castello del Buonconsiglio.

La celebre Torre Aquila custodisce uno dei tesori artistici più preziosi del castello, il magnifico Ciclo dei Mesi, un racconto dipinto della vita medievale che sembra ancora incredibilmente vivo.

Castello del Buonconsiglio.

Ma il Buonconsiglio non è fatto solo di storia documentata. Attorno alle sue mura aleggia anche una leggenda antica e malinconica. Si racconta infatti che nelle notti più silenziose compaia il fantasma di una dama vestita di bianco, legata a un amore impossibile consumato proprio tra le stanze del castello.

Castello del Buonconsiglio.

Alcuni giurano di aver percepito passi leggeri nei corridoi o di aver visto una figura affacciarsi alle finestre illuminate dalla luna. Vere o no, queste storie rendono il castello ancora più affascinante, quasi sospeso tra realtà e immaginazione.

Castello del Buonconsiglio.

In primavera tutto diventa ancora più suggestivo i giardini si risvegliano, la luce morbida del pomeriggio accarezza le mura antiche e ogni angolo sembra raccontare una storia diversa.

Castello del Buonconsiglio.

È uno di quei luoghi che non si visitano soltanto, ma si respirano lentamente.

Malga Messnerjoch

Dati tecnici del percorso

  • Partenza: Passo Nigra
  • Arrivo: Malga Messnerjoch 
  • Durata: 2 ore totali
  • Difficoltà: medio – facile

La salita alla Malga Messnerjoch, nel cuore della Val di Tires, è una di quelle esperienze che fanno rallentare il passo e riconnettono immediatamente con la montagna più autentica.

Baita Messnerjoch.

Il sentiero, ben segnalato e di difficoltà media, parte dal Passo Nigra e si sviluppa con una salita costante ma mai troppo impegnativa. Si attraversano boschi di abeti e larici, radure luminose e tratti in cui il panorama si apre all’improvviso lasciando senza parole.

Baita Messnerjoch.

La primavera qui crea contrasti incredibili: il verde brillante dei prati appena rinati incontra il bianco delle cime ancora innevate, mentre il cielo terso sembra amplificare ogni colore. È il periodo in cui la montagna si risveglia lentamente, e lo si percepisce in ogni dettaglio, nel rumore dell’acqua che scorre, nel profumo del legno bagnato, nel silenzio profondo interrotto soltanto dal vento.

Lungo il percorso si incontrano piccoli ruscelli e scorci che invitano continuamente a fermarsi. Non è un sentiero da percorrere di fretta è uno di quelli che si vivono davvero, passo dopo passo.

Baita Messnerjoch.

E poi arriva lei, la malga. Accogliente, semplice, autentica. Il profumo del legno e della cucina di montagna, il calore dell’ospitalità altoatesina e la vista aperta sulle Dolomiti trasformano questa tappa in un piccolo rifugio dell’anima. Sedersi all’esterno con un piatto tipico davanti e le montagne tutt’intorno è uno di quei momenti che fanno dimenticare tutto il resto.

Lago di Carezza e Lago di Mezzo

Il Lago di Carezza è uno di quei luoghi che sembrano usciti da una fiaba. I suoi colori, che in estate oscillano tra il verde smeraldo e il blu intenso, in primavera diventano ancora più magici grazie alla neve che resiste sulle montagne circostanti.

Lago di Carezza.

Non a caso viene chiamato anche “il lago dell’arcobaleno”. Una leggenda ladina racconta che nelle sue acque vivesse una bellissima ninfa di cui si innamorò uno stregone. Per conquistarla, creò un arcobaleno spettacolare tra il Catinaccio e il lago, ma la ninfa si spaventò e scomparve per sempre. Lo stregone, disperato, spezzò l’arcobaleno e i suoi colori caddero nell’acqua, regalando al lago le sue sfumature uniche.

Dopo aver percorso il sentiero ad anello che circonda il lago, si può proseguire verso il Lago di Mezzo seguendo un tracciato semplice e immerso nel bosco.

Lago di Mezzo.

Il percorso è quasi pianeggiante, ideale per una camminata tranquilla. La luce filtra tra gli alberi creando giochi di ombre e riflessi, mentre il profumo del bosco accompagna ogni passo. E poi, quasi all’improvviso, appare il Lago di Mezzo più piccolo, più selvaggio, più silenzioso.

Lago di Mezzo.

È uno di quei posti nascosti che sembrano appartenere soltanto a chi ha voglia di camminare un po’ di più. Un angolo di pace autentica dove fermarsi ad ascoltare il rumore della natura.

Il sentiero Marciò in Val di Fiemme

In Val di Fiemme abbiamo percorso il sentiero Marciò, un suggestivo anello all’interno del Parco Naturale Paneveggio – Pale di San Martino, con partenza nei pressi del Centro Visitatori di Paneveggio, nel cuore della celebre “Foresta dei Violini”.

Sentiero Marciò.

Qui gli alberi non sono semplici alberi da questi abeti rossi, scelti per la qualità straordinaria del loro legno, nacquero alcuni dei violini più preziosi al mondo, compresi quelli utilizzati da Stradivari. Camminare in questa foresta sapendo che il suono di strumenti leggendari è nato proprio qui rende l’esperienza ancora più speciale.

Il percorso è breve, circa 2-3 km, con dislivello minimo e quindi adatto davvero a tutti. In primavera il bosco si risveglia lentamente la neve resiste ancora nei punti più ombrosi, il torrente Travignolo scorre impetuoso e la luce filtra morbida tra gli alberi.

Sentiero Marciò.

Il sentiero è un piccolo viaggio sensoriale. Si cammina accanto all’acqua, tra passerelle di legno e tratti immersi nel bosco, fino a raggiungere uno dei punti più emozionanti del percorso: il ponte tibetano sospeso sopra una cascata spettacolare. Da lì la vista sull’acqua che scende tra le rocce è vertiginosa e incredibilmente affascinante.

Con un po’ di fortuna si possono anche avvistare i cervi che vivono nella zona, spesso visibili ai margini del bosco o nelle radure più tranquille. È un sentiero semplice, ma pieno di dettagli che sorprendono continuamente.

Val Venegia e le Pale di San Martino

Dati tecnici del percorso

  • Partenza: Parcheggio Pian dei Casoni
  • Arrivo: Malga Venegia e Venegiota
  • Durata: 3 ore e mezza totali
  • Difficoltà: medio – facile

Tra i luoghi che ci sono rimasti nel cuore, la Val Venegia occupa sicuramente uno dei primi posti.

Val Venegia.

Nel cuore del Parco Naturale Paneveggio – Pale di San Martino, questo sentiero regala uno degli scenari più iconici e spettacolari delle Dolomiti. Il percorso è semplice e adatto a tutti. Si cammina lungo una strada forestale e sentieri ampi, quasi sempre dolci, accompagnati dal rumore costante del torrente Travignolo.

Fin dai primi passi, davanti agli occhi si alzano lentamente le maestose Pale di San Martino. Le loro pareti sembrano cambiare colore con la luce e dominano la valle in un silenzio quasi irreale.

Dopo il primo tratto nel bosco, la valle si apre all’improvviso mostrando prati verdissimi, pascoli e scorci da cartolina. Lungo il cammino si incontrano Malga Venegia e Malga Venegiota, perfette per una pausa autentica tra sapori locali e panorami incredibili.

Val Venegia.

In primavera questo luogo sembra un giardino alpino sospeso nel tempo. La neve si scioglie lentamente lasciando spazio ai pascoli, i ruscelli si riempiono d’acqua e l’intera valle profuma di erba fresca e libertà.

Qui il tempo cambia ritmo. Si cammina senza fretta, si respira profondamente e ci si sente davvero dentro la montagna.

Val Venegia.

Questo viaggio primaverile in Trentino ci ha lasciato come sempre quella sensazione profonda di riscoperta della lentezza, il piacere delle piccole cose e il valore del silenzio.

Ogni sentiero percorso è stato un invito a osservare con occhi nuovi, a lasciarsi sorprendere dalla bellezza autentica della natura che solo la montagna sa regalare.

Siamo tornati a casa con fotografie meravigliose, certo. Ma soprattutto con quella sensazione rara di equilibrio e leggerezza che alcuni luoghi riescono a lasciare dentro di noi.

Perché certi posti non si visitano soltanto: si vivono. E, in qualche modo, continuano a chiamarti anche dopo essere tornato via.

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