Luoghi da non perdere in Trentino Alto Adige

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Settembre bussa alle nostre porte ricordandoci che l’estate sta per terminare. Raccogliamo tutti i momenti vissuti durante essa e trasformiamoli in ricordi sfavillanti per illuminare i giorni d’inverno più freddi che arriveranno.

Con l’entrata del nuovo mese, ritorno anche io qui a raccontarvi dei miei ricordi estivi con grande entusiasmo, riconducendovi in una regione italiana fiabesca, quella che oramai ha rapito il mio cuore e quella in cui non mi stanco mai di ritornare: sto parlando del Trentino Alto Adige. Per il secondo anno consecutivo, questa estate, ci siamo diretti verso questo territorio brulicante di meraviglie. Un luogo in cui poter goder appieno della natura e della sua bellezza, dedicandoci alle nostre amate escursioni di trekking tra una valle e l’altra.

Per comodità dividerò il racconto in due parti: la prima toccherà le incantevoli località di Villandro e Chiusa, il panoramico sentiero verso il Rifugio delle Odle, e l’affascinante Lago di Carezza; con la seconda arriveremo invece a perderci nella splendida Val di Fassa, esplorandola tramite due trekking mozzafiato.

Pronti a leggere di più?

Iniziamo subito.

 

Villandro e Alpe di Villandro

Villandro è uno dei borghi più caratteristici e antichi del Trentino Alto Adige. Sono state ritrovate infatti tantissime testimonianze di reperti che risalgono all’età neolitica. Ma Villandro è anche una delle località della Valle Isarco che unisce insieme il piacere di vivere la montagna abbinandola alla storia del luogo e alle sue tradizioni.
Peculiare è il suo centro storico con la piccola stradina che lo percorre e le due grandi torri gotiche che vi sorgono, simboli inconfondibili del borgo.
Villandro

Villandro.

Il Vicolo di Villandro gode di una certa notorietà: l’albergo “Zum Steinbock” (e di questo ve ne parlerò più avanti) fece da sfondo all’ “L’ultima chiamata alle armi” del pittore Franz von Defregger.
Ma lo splendore del borgo si esalta soprattutto nelle sue Alpe: paradiso immenso di pascoli e malghe dalle viste sorprendenti sulle Dolomiti.
alpe di villandro

Alpe di Villandro.

Vi consiglio di non perdere qui una passeggiata molto tranquilla e rilassante, che dalla malga Gasser Hutte vi condurrà alla malga Mair-in-Plun Hutte. Sarete circondati da un panorama eccezionale grazie alla cornice delle più belle cime dolomitiche: il Sassolungo, il Sassopiatto, il Gruppo del Sella e le Odle.

Chiusa

Chiusa (Klausen) è stata inserita, dal 2002, nella lista dei borghi più belli d’Italia, e sicuramente ciò non è un caso. L’atmosfera elegante e di pace che si respira passeggiando nel corso centrale del borgo, con i suoi edifici variopinti adornati con fiori, vi accompagnerà durante tutta la durata della visita. Sarà come camminare in un luogo sospeso nel tempo, con molteplici richiami alla vita di fine Ottocento.

chiusa

Chiusa.

Ed infatti proprio dal 1874 fino alla prima guerra mondiale, il borgo medievale si trasformò in “città degli artisti”.
Chiusa divenne la mecca del romanticismo. Si dipingeva, si scriveva, si faceva musica e ci si divertiva.
Nella Città Bassa, tutto ciò lo si può ammirare osservando le facciate merlate dei palazzi, gli ampi bovindi, gli stemmi delle locande nei suoi vicoli stretti, che trovano respiro solo nei pressi delle due piazze principali, quella della chiesa e piazza Tinne. Ancora lo si potrà percepire perdendosi a leggere le insegne in ferro battuto degli alberghi e delle antiche botteghe, alcuni antichissimi, come l’ex albergo Orso Grigio, di cui si ha notizia fin dal 1335.
chiusa

Chiusa.

Nella Città Alta lo sguardo viene invece catturato dalla maestosità del monastero di Sabiona, uno dei principali luoghi d’interesse della Valle Isarco. Il monte Sabiona con il suo monastero è l’emblema della Valle Isarco e viene definito l’acropoli del Tirolo. Infatti è da più di 300 anni che Sabiona risiede silenziosa in questa valle fatata.

Rifugio delle Odle

Nella Val di Funes, precisamente nel Parco naturale di Puez Odle, parte una delle escursioni più pittoresche e panoramiche da fare tra le Dolomiti: il sentiero di trekking verso il Rifugio delle Odle (Geisleralm, in tedesco).
rifugio delle odle

Rifugio delle Odle.

Una passeggiata che si snoda tra abeti e profumi di sottobosco, tra sorgenti e cascatelle, fiancheggiando montagne gigantesche. Qui c’è da rimanere davvero senza parole.
Il parco è area naturalistica protetta dal 1978. E’ una zona molto variegata per i suoi paesaggi che si alternano tra fitti boschi e immensi pascoli fino a ripide pareti rocciose che arrivano a superare i 3000 metri di altitudine.
  • Località: Val di Funes località Santa Magdalena
  • Partenza: Parcheggio Zannes
  • Quota massima raggiunta: 1996 m.s.l.m.
  • Tempo di percorrenza: 4 ore totali
  • Difficoltà: medio – facile
Il punto di partenza per l’escursione è il parcheggio presso la Malga Zannes, in località Santa Magdalena in Val di Funes. Il costo giornaliero del parcheggio è di 8 euro per l’auto.
Dalla malga Zannes iniziano numerosi itinerari per le Odle che si possono anche combinare tra loro.
Noi abbiamo scelto di raggiungere il Rifugio delle Odle seguendo un percorso interamente nel bosco, seguendo la segnaletica “Rifugio delle Odle”.  
Si tratta di un sali e scendi nel bosco dove nel primo tratto si è costeggiati da un torrente incantevole che ci fa compagnia tra schizzi e sordi boati.
rifugio delle odle

Rifugio delle Odle.

rifugio delle odle

Rifugio delle Odle.

Un paesaggio che sembra essere uscito da una fiaba in cui si verrà completamente circondati da una scenografia magica con la presenza continua delle Dolomiti che dall’alto sovrastano il territorio. Il percorso prosegue in questo susseguirsi di vegetazione rigogliosa fino ad uscire nella vallata dove si rimane travolti dallo spettacolo che ci si presenta difronte.

Rifugio delle Odle.

Tramite il percorso chiamato Adolf Munkel Weg (dedicato al primo presidente del club alpino tedesco) che si sviluppa ai piedi dei ghiaioni dolomitici, ci si trova al cospetto dell’intero gruppo delle Odle in tutta la sua magnificenza con la cima acuminata Furchetta, l’imponente Sass Rigais e infine sulla destra il Piccolo Sass Rigais.

Rifugio delle Odle.

Ma la meraviglia non finisce qui e si esalta al Rifugio delle Odle. Siamo a 1.996 metri di altitudine e qui si assiste ad un vero e proprio cinema naturale con vista sul gruppo Dolomitico delle Odle.
Il panorama è unico: prati verde smeraldo, nuvole bianche che corrono veloci e cime con le loro torri e guglie che svettano nel cielo come per toccarlo. Uno scenario che resta impresso nell’anima!

Rifugio delle Odle.

Rifugio delle Odle.

Inutile dirvi che una sosta al Rifugio è d’obbligo: canederli, birra e torta della casa saranno la vostra gradita ricompensa dopo il percorso fatto!

Rifugio delle Odle.

Un’altra piacevole sosta vi consiglio di farla proseguendo pochi minuti dopo il Rifugio delle Odle verso il Rifugio Casnago dove un pratone verde accesso con panche in legno vi attenderanno per godere di uno spettacolo incredibile!

Rifugio Casnago.

Il percorso può concludersi proseguendo verso nuovi sentieri, noi abbiamo preferito rifare la strada compiuta all’andata ritornando per l’appunto alla Malga Zannes.
Un trekking qui è super consigliato perché è un luogo che scalda davvero il cuore.

Lago di Carezza

Un’altra perla che vi consiglio di non perdere in Trentino Alto Adige è il favoloso lago di Carezza che è adagiato nella Valle d’Ega. Si trova a 1534 metri di altitudine e come un gioiello brilla ai piedi dei massicci Latemar e Catinaccio, area dichiarata Patrimonio dell’Unesco. 

lago carezza

Lago di Carezza.

Questo lago, di origine glaciale, ha il potere di conquistarti al primo sguardo per i suoi colori magnifici che variano dal celeste intenso, al turchese fino al blu profondo. Ed infatti proprio per questa sua singolarità viene anche chiamato il “lago dell’arcobaleno”.

Le Dolomiti che si riflettono come uno specchio tuffandosi dentro di esso regalano agli occhi un dipinto vivente. Fare il giro del lago è molto semplice, la passeggiata è tranquilla e può essere fatta da tutti ritemprandosi in un’atmosfera di totale relax.

Ma perché si chiama lago di Carezza? Il nome deriva dalle piante di “caricaceae” che crescono in maniera predominante attorno a tutta l’area.

Lago di Carezza.

Ciò che però rende estremamente magico questo lago alpino è soprattutto l’intrigante leggenda che lo descrive: quella della ninfa Ondina.

Questa narra che nelle acque del lago vivesse un’incantevole ninfa dai capelli biondi, Ondina. Tutti si innamoravano della sua bellezza. Tra questi lo stregone Masarè che sotto consiglio di una strega decise di regalare alla ninfa un arcobaleno magnifico il più bello del pianeta. Ma non doveva celare il suo aspetto alla ninfa.
Lo stregone dimenticò di nascondere le sue sembianze e pertanto la ninfa infastidita dall’inganno sparì per sempre nelle acque del lago. Lo stregone, preso dalla collera e dalla tristezza, distrusse l’arcobaleno in mille pezzi che caddero nelle acque del lago. Questo evento fu la causa dello splendore del Lago di Carezza che ancora oggi risplende di mille colori.
Una cartolina di incredibile fascino che custodirò tra i miei ricordi più cari.

Lago di Carezza.

Dove soggiornare?

Soggiornare in una residenza storica è sempre un’esperienza molto suggestiva, se poi parliamo di un castello del quindicesimo secolo la magia e le emozioni si amplificano. L’Ansitz Steinbock è stata la nostra prima “casa” in questi giorni in Trentino Alto Adige dove l’accoglienza è stata fantastica.

ansitz steinbock

Ansitz Steinbock.

L’hotel sorge nel cuore del borgo di Villandro. Sede di un tribunale prima e locanda poi, il Castel Steinbock è radicato nella storia di Villandro.

Tradizione, storia, bellezza, moderno e raffinatezza le si possono toccare con mano all’Ansitz Steinbock. Per noi è stata un’esperienza a tutto tondo che ha reso indimenticabile il nostro soggiorno qui.

ansitz steinbock

Ansitz Steinbock.

Tutto lo staff ha impreziosito le nostre giornate con amabile professionalità, sorrisi e cordialità facendoci sentire a nostro agio fin da subito. L’accoglienza elegante e impeccabile di Elisabeth, uno dei padroni di casa del Castello, poi è stata particolarmente preziosa.

In questo contesto bucolico l’incanto, che si percepisce vivendo questo edificio, raggiunge l’apice dell’esaltazione passeggiando all’interno della residenza. Sembra un luogo uscito da un libro di fiabe.

Ansitz Steinbock.

Inevitabile ammirare gli arredamenti in cui spiccano pezzi unici di grande importanza. L’esterno del castello suscita grandi emozioni: il suo arco gotico a tutto sesto, la torre con il bovindo e il cortile lastricato, ma anche l’affresco con lo stemma dell’ex proprietario sulla facciata e la porta d’ingresso circondata da mura fanno compiere un salto nel passato. Qui il tempo si è fermato tra fascino e poesia.

Ansitz Steinbock.

Mi sono sentita una principessa con la sua corte. Una sensibilità attenta nel restauro che è riuscito a ricreare un perfetto connubio tra passato e presente che ammalia, conferendo energia non solo alla struttura ma a tutti i clienti che vivono questa affascinante esperienza all’interno di essa.

L’Ansitz Steinbock possiede ben 12 suites meravigliose dal design innovativo e ricercato. La nostra suite chiamata “Krossbrunn” si immerge, grazie ad un arredamento tutto in legno, nell’aria alpina e nei raggi caldi del sole dal primo risveglio. Il suo bellissimo terrazzo con affaccio sulle Dolomiti e la splendida sauna privata per due hanno completato l’incanto di questa camera. Un’ambiente luminoso, ampio ed esclusivo.

Ansitz Steinbock.

Un’atmosfera calda che distende, rilassa e fa sognare.

Godere di un’oasi personale e intima rigenerando mente e corpo non è da poco. Soprattutto se abbracciati da una vista sorprendente sulle immense montagne di Villandro, assaporando una colazione ricchissima a base di prodotti locali tra cappuccini, yogurt di malga, marmellate, salumi, burro, dolci fatti in casa e tanto altro ancora. Cosa chiedere di più?

Ansitz Steinbock.

Ciliegina sulla torta: il buon cibo apprezzato a cena nella Stube o sulla terrazza del Castello.

Ogni sera è sempre stato un viaggio di esplosioni di sapori che ci hanno rapito.

Le proposte sono state il lavoro di un attento abbinamento di ingredienti freschi e genuini che ci hanno offerto una ricca suggestione di profumi e aromi. Il tutto accompagnato, per ogni pietanza, da un vino del territorio veramente ottimo. Dal pane fatto in casa al momento, i deliziosi primi piatti, i saporitissimi secondi fino ai dessert impiattati come delle opere d’arte, le nostre cene all’Ansitz Steinbock sono state stellari. Un’esperienza che vi consiglio vivamente di provare se sarete ospiti di questa sontuosa location.

Ansitz Steinbock.

Se la vostra idea di vacanza è quella di vivere un benessere a 360 gradi, coccolati dalla professionalità e gentilezza dello staff, riempendovi il cuore di delizie e splendore e soprattutto soggiornando in una location situata in un luogo strategico per tutte le attività outdoor che vi ho elencato prima, allora l’Ansitz Steinbock è il posto giusto per godere appieno tutto ciò.

Ansitz Steinbock.

Ansitz Steinbock.

Noi ne siamo rimasti davvero entusiasti e contiamo quanto prima di poterci ritornare, magari nella stagione invernale.

 

Ho ancora gli occhi che brillano dalla gioia provata in quei giorni, esplorando e scovando luoghi sorprendenti.

Cosa ho preferito?

Non riuscirei mai a rispondere a questa domanda. Ogni scorcio, ogni sentiero, ogni avventura, ogni vetta, ogni sapore, ogni persona incrociata nel nostro viaggio ha saputo regalarmi ciò che più conta nella vita:

amore, serenità, purezza, meraviglia.

Tutto resterà incastonato nella parte più intima del mio cuore.

E voi che siete arrivati fino alla fine del racconto, cosa avete preferito?

Avete segnato i luoghi che volete assolutamente visitare?

Vi anticipo che a breve sarà online anche la seconda parte del racconto del soggiorno in Trentino Alto Adige.

Ci rileggiamo pertanto prestissimo.

 

Scopri altre località da non perdere in Trentino leggendo anche qui.

 

Alla prossima avventura.

 

 

 

Potete seguirmi anche su Instagram @veryblond .

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