Trekking in Trentino: Rifugi Tabaretta e Serristori

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Avete mai fatto un’escursione di trekking in alta quota?

Quest’estate durante il nostro viaggio verso il Trentino, nello splendido paradiso naturalistico di Solda, ho sperimentato questa mia primissima esperienza.

La felicità provata, mescolata a sensazioni di entusiasmo e adrenalina, mi ha fatto innamorare ancora di più di questa passione, che oramai da anni si anima crescendo in me.

E allora come promesso nella prima parte del racconto (che trovate qui sul mio blog), oggi vi illustrerò, per l’appunto, la seconda parte del viaggio dedicato alla singolare bellezza del paese di Solda. La esploreremo tramite due straordinarie esperienze di trekking fatte rispettivamente al Rifugio Tabaretta ( 2556 m.s.l.m.) e a quello di Serristori ( 2771 m.s.l.m).

Indossate tutto l’equipaggiamento necessario per l’alpinismo e seguitemi tra gli scorci, i ghiacciai e le montagne più suggestive e fiabesche del Trentino.

Solda

Solda, Trentino Alto Adige.

Solda

Solda è un incantato paesino, situato a quota 1900 m.s.l.m, incastonato nel cuore del Parco Nazionale dello Stelvio e rappresenta la meta perfetta per tutti gli amanti del trekking e della montagna. 80 chilometri di sentieri ben segnati qui si snodano attraverso boschi e pascoli fino a toccare le vette d’alta quota. Il paese infatti giace ai piedi del gigantesco monte Ortles ( 3905 m.s.l.m ), la montagna più alta dell’Alto Adige.

solda

Solda.

Agli inizi dell’Ottocento la Val di Solda era conosciuta come la “Siberia del Tirolo”. Tale appellativo gli fu dovuto al clima particolarmente inospitale e all’innevamento persistente, che aveva permesso, fino a quel momento, solo l’insediamento di alcuni pastori. Dopo la prima scalata dell’Ortles compiuta da Josef Pichler nell’1804, arrivarono a Solda anche i primi turisti.

E’ sempre stato un polo d’attrazione per gli amanti della montagna e della natura di tutto il mondo. Teatro di eroiche imprese e conquiste alpinistiche, ammalia tutti per la sua natura pittoresca che mozza il fiato.

solda

Solda.

A Solda hanno trovato una nuova dimora anche gli yak tibetani portati ed allevati da Reinhold Messner, infatti proprio qui vi è anche la possibilità di visitare il museo a lui dedicato.

Circondata dalle imponenti vette dell’Ortles, del Monte Zebrù, del Gran Zebrù e del Cevedale, la località offre la possibilità di praticare nel periodo estivo tutta una serie di sport alternativi quali arrampicata, mountain bike, nordic walking, sci estivo o jogging.

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Solda.

Esplorare Solda per noi è stato come vivere una favola, convivendo a stretto contatto con tutti i colori, i suoni e i profumi della natura incontaminata. Un luogo speciale che ci è rimasto nel cuore talmente tanto che ci ritorneremo quanto prima.

Indimenticabili sono le escursioni in malga e le passeggiate da un rifugio all’altro, tramite i percorsi di trekking che fanno brillare gli occhi di grandi e piccoli escursionisti. Viste panoramiche senza eguali che lasciano un segno indelebile; un’emozione così grande che ancora adesso mi commuove.

Ed è proprio qui che voglio condurvi adesso, una passeggiata con il fiato sospeso arrampicandoci fino agli eccezionali Rifugi di Tabaretta e di Serristori.

 

Rifugio Tabaretta 2556 m.s.l.m

  • Località: Solda
  • Partenza: Chiesetta di S. Gertrude, Solda
  • Quota massima raggiunta: 2556 m.s.l.m.
  • Tempo di percorrenza: 5 ore totali
  • Difficoltà: media

Il primo rifugio ad alta quota non si scorda mai! Scenari incredibili, cime imponenti che incutono timore che sorvegliano il mondo dall’alto, vegetazione rigogliosa, suoni di animali, ghiacciai giganteschi: questo e molto di più è stata la cornice di questa intensa traversata che ci ha accompagnato fino in cima al Rifugio Tabaretta 2556 m.s.l.m.

rifugio tabaretta

Rifugio Tabaretta, 2556 m.s.l.m

Ho superato con grande soddisfazione i miei limiti, passo dopo passo, salita dopo salita, raggiugendo la meta di un sentiero complesso, ma incredibilmente stupendo. Un’emozione unica che custodirò sempre nei miei ricordi più belli.

Prima di iniziare la nostra entusiasmante avventura volevo però segnalarvi, che per chi non è abituato a frequentare l’Alto Adige e i paesi di lingua tedesca, invece di trovare nelle segnaletiche i nomi “rifugio o capanna” troverete sempre quello di “Hutte”.

Il percorso parte dalla vecchia chiesetta parrocchiale di Solda S. Gertrude lungo il sentiero numero 4 che attraversa, per questo primo tratto, il bosco con ampi tornanti e con pendenza poco marcata. La vegetazione che vi avvolgerà sarà perennemente composta da larici, abeti e rododendri.

rifugio tabaretta

Rifugio Tabaretta.

Superato il bosco, la vegetazione inizierà a diradarsi, per lasciar spazio ad un grande canalone morenico: uno spettacolo sorprendente! Qui il paesaggio sembra quasi “lunare”. In questo punto bisogna prestare molta attenzione in quanto il percorso composto da detriti, rocce e ghiaia può essere scivoloso.

rifugio tabaretta

Rifugio Tabaretta.

rifugio tabaretta

Rifugio Tabaretta.

Superato questo canalone, si affronta l’ultima salita di accentuata ed impegnativa pendenza.

Dopo 2 ore e mezza di cammino si giunge, stanchi ma soddisfatti e felici, al Rifugio Tabaretta 2556 m.s.l.m. Qui, come tutti gli escursionisti, ci siamo premiati con un’ottima cucina casalinga da parte del team del Rifugio a base di squisiti canederli, birra e una deliziosa torta fatta in casa ai lamponi.

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Rifugio Tabaretta.

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Rifugio Tabaretta.

Dal terrazzo soleggiato respiriamo aria fresca di montagna ricompensati dalla vista straordinaria che parte dalla parete nord dell’Ortles che gigante sovrasta con il suo ghiacciaio perenne su tutto il panorama, fino alla via ferrata Tabaretta, il gruppo del Sesvenna e sulle Alpi austriache.

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Rifugio Tabaretta.

Dopo il nostro gustoso rinfresco, e aver lasciato la nostra firma sul libro posto all’entrata del Rifugio e dopo aver acquistato come ricordo di questa fantastica impresa la spilletta del rifugio, torniamo seguendo lo stesso itinerario. 

Vi informo che il Rifugio Tabaretta è aperto da inizio giugno a metà ottobre.

Vivere quest’esperienza posso garantirvi che renderà la vostra giornata indimenticabile!

Rifugio Serristori 2771 m.s.l.m

  • Località: Solda
  • Partenza: Solda, Hotel Marlet
  • Quota massima raggiunta: 2771 m.s.l.m.
  • Tempo di percorrenza: 4 ore e mezza totali
  • Difficoltà: medio/alta

Dopo il grande entusiasmo per il primo rifugio ad alta quota, il giorno dopo ci siamo organizzati di tutto punto per esplorarne uno diverso. La mattina dopo un’abbondante ed energetica colazione ci siamo diretti alla volta del magnifico Rifugio Serristori a 2771 m.s.l.m.

rifugio serristori

Rifugio Serristori, 2771 m.s.l.m

Il percorso inizia dal sentiero che si trova nei pressi dell’Hotel Marlet a Solda, seguendo la segnaletica numero 5.

Il primo tratto verso il rifugio è tutto nel bosco costeggiato da un torrente incantevole che ci fa compagnia tra schizzi e sordi boati. Un paesaggio così magico che sembrava uscito da una fiaba.

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Rifugio Serristori.

Il bosco lascia poi spazio ad un panorama mozzafiato sulla catena montuosa dell’Ortles in lontananza.

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Rifugio Serristori.

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Rifugio Serristori.

Dopo mezz’ora/tre quarti d’ora di cammino il sentiero ci porterà in ripida salita sino al rifugio. Questa zona è davvero molto suggestiva: il panorama con il torrente che scorre energico verso valle incorniciato dalla catena dell’Ortles, del Cevedale e del Gran Zebrù creano uno scenario da cartolina!

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Rifugio Serristori.

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Rifugio Serristori.

Il punto in cui i due sentieri convergono è molto ampio: verso valle è possibile vedere il sentiero proveniente da Solda attraversare i prati di Zai, mentre verso monte, molto più in alto, è già possibile scorgere la sagoma ancora lontana del rifugio.

Da questo tratto in poi ci si imbatte nella parte più impegnativa dell’escursione: il sentiero diventa subito più ripido, e in circa mezz’ora di cammino guadagniamo circa trecento metri di dislivello, raggiungendo in due ore scarse il Rifugio Serristori 2771 m.s.l.m.

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Rifugio Serristori.

Naturalmente il tempo impiegato dipende, oltre che dal passo, dal numero delle soste e dalla loro durata. Noi ci siamo concessi diverse pause, molto spesso per immortalare con foto e video la bellezza di questa zona.

Raggiunto il Rifugio Serristori sicuramente immancabile è una sosta ritemprandoci il cuore tra un panorama senza fine e un gustosissimo piatto di canederli, che oltre al piacere del palato ci ha caricato di energie dopo la fatica fatta.

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Rifugio Serristori.

Dietro al Rifugio, sono visibili alcuni laghetti, chiamati laghi di Zai o Zay Seen, che in realtà, almeno in questo periodo, sono un po’ asciutti. Ciò nonostante, il panorama del rifugio con i suoi laghetti risulta comunque incredibilmente fascinoso.

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Rifugio Serristori.

Il ritorno verrà fatto seguendo lo stesso itinerario dell’andata.

Dopo queste esperienze vissute a Solda, grazie a questo magnifico viaggio fatto in Trentino, il nostro cuore e la nostra anima si sono riempiti di immensa gioia. Raggiungere queste mete, dopo ogni passeggiata di trekking, ti permette di guardare il mondo da tutta un’altra prospettiva. Il trekking, come metafora della vita, ti insegna a superare ogni ostacolo con tenacia, forza e grinta, credendo sempre nelle proprie capacità.

La “fatica” , se così può esser definita quella che si sente dopo ogni passo, dopo ogni salita fatta, corrisponde alla felicità. Felicità per ricongiungersi ogni volta con la natura, viverla realmente in tutto il suo splendore, rispettandola con educazione e delicatezza. Credetemi che le emozioni che potrete provare vi resteranno addosso per sempre e saranno impagabili. Questo è quello che succede a noi ogni qual volta che ci perdiamo in queste magiche esplorazioni.

 

Spero come sempre di avervi incuriosito e affascinato nella lettura.

Ci rileggiamo presto qui per la terza ed ultima parte di questo viaggio incredibile.

 

Sei appassionato di trekking? Leggi anche queste altre idee di escursioni da fare in Italia.

 

 

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