Racines, Val di Vizze e cascate di Stanghe

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Ci sono luoghi in cui la montagna non è semplicemente un paesaggio da ammirare, ma un sentimento che riesce a entrarti dentro. Luoghi in cui il silenzio diventa una forma di libertà, l’aria sembra più pura e ogni passo lungo un sentiero porta con sé una sensazione di leggerezza e felicità. È quello che proviamo ogni volta che raggiungiamo il nostro amato Trentino Alto Adige.
Anche questa estate infatti siamo partiti da Napoli e abbiamo raggiunto la località di Racines.
Un viaggio verso quelle montagne che ci regalano emozioni nuove e che, nonostante le conosciamo già, riescono sempre a sorprenderci.
Questa volta abbiamo scelto di esplorare due luoghi molto diversi tra loro: la Val di Vizze, con il trekking fino al Rifugio Passo di Vizze e le spettacolari Cascate di Stanghe.
Due escursioni completamente differenti, ma entrambe capaci di regalarci quello che cerchiamo sempre quando indossiamo gli scarponi: meraviglia, fatica e libertà.
A rendere ancora più speciale questo viaggio è stato il nostro soggiorno al Berghotel Ratschings, che ci ha accolti al termine delle nostre giornate nella natura.
Pronti a scoprire queste meraviglie insieme?

Rifugio Passo di Vizze

Dati tecnici:
  • Quota massima raggiunta: 2276 metri s.l.m.
  • Dislivello: circa 830 m
  • Durata: 6 ore totali
  • Difficoltà: medio/alta
  • Partenza: Val di Vizze
La prima escursione che abbiamo scelto ci ha portati nella Val di Vizze, una valle ancora autentica e selvaggia, dove la montagna conserva tutta la sua forza.
È una di quelle valli in cui già durante il tragitto si ha la sensazione che il paesaggio stia lentamente cambiando.

Val di Vizze.


Si sale, il verde diventa sempre più intenso, i piccoli abitati si fanno più radi e le montagne iniziano a prendere il sopravvento.
La nostra meta era il Rifugio Passo di Vizze, a 2276 metri di altitudine, proprio sul confine tra Italia e Austria.

Sapevamo che ci aspettava un trekking impegnativo, ma anche uno di quei percorsi che, passo dopo passo, regalano panorami sempre nuovi. Abbiamo iniziato a camminare immersi nel bosco. Il sentiero sale e il ritmo diventa subito quello tipico della montagna: lento, costante, senza fretta. Ed è proprio questo che amo del trekking. All’inizio pensi alla strada che hai davanti, ai chilometri da percorrere e al dislivello da affrontare.

Val di Vizze.

Poi, dopo un po’, smetti di pensare ed inizi semplicemente a camminare. Il rumore dei passi sul sentiero, il vento tra gli alberi, il profumo del bosco e il respiro che diventa sempre più profondo prendono il posto di tutti i pensieri.

E quando il bosco inizia a diradarsi, capisci che stai salendo davvero. Il paesaggio cambia ancora volto.
Davanti a noi si aprono prati e distese verdi, mentre le montagne diventano sempre più imponenti. Ci siamo fermati più volte durante la salita, non solo per riprendere fiato, ma perché alcuni panorami meritavano semplicemente di essere guardati. È questa una delle cose che amo di più della montagna, ti costringe a fermarti, a guardare, a respirare. A ricordarti quanto può essere grande la bellezza che abbiamo intorno. Dopo circa tre ore di salita raggiungiamo finalmente il Rifugio Passo di Vizze. Ed è proprio qui che ci aspetta una delle sorprese più belle dell’escursione. Il lago.

Rifugio Passo di Vizze.

Arrivando al rifugio, davanti a noi si apre improvvisamente questo specchio d’acqua incastonato tra le montagne. Il verde smeraldo del lago contrasta con i massicci che lo circondano, creando un panorama che sembra quasi dipinto.
Dopo tutta la fatica della salita, trovarci davanti a uno spettacolo del genere è stato il regalo più bello.

Rifugio Passo di Vizze.


Il rifugio si trova a 2276 metri e sorge sul Passo di Vizze, uno storico valico che collega la Val di Vizze con l’Austria.
Il rifugio originale risale al 1888 e ancora oggi rappresenta un importante punto di riferimento per gli escursionisti.
Davanti a noi solo montagne, cielo, acqua e silenzio.

Rifugio Passo di Vizze.

Ci siamo fermati a guardarci intorno e, come spesso accade quando raggiungiamo una meta dopo una lunga salita, tutta la fatica è sembrata improvvisamente lontana. La montagna ti mette alla prova, ti fa dubitare per un momento di quanto manca, ma poi ti regala qualcosa che nessuna comodità può darti, la soddisfazione di esserci arrivato con le tue gambe.
Ci siamo concessi una pausa al rifugio, con lo sguardo rivolto verso il lago e le montagne, assaporando quel momento con calma, circondati da una natura che sembrava quasi sospesa nel tempo. E ancora una volta ho pensato che forse è proprio questo il motivo per cui continuiamo a tornare in montagna.

Rifugio Passo di Vizze.

Non per arrivare più in alto, ma per sentirci più vicini a noi stessi.
Il ritorno è avvenuto lungo lo stesso percorso dell’andata, accompagnati dalla luce diversa del pomeriggio e dalla consapevolezza di aver vissuto una giornata intensa, faticosa e bellissima.
Una di quelle che, una volta terminate, senti già di voler ricordare.
Ricorda: la montagna è splendida, ma va sempre affrontata con consapevolezza. Preparazione fisica, scarpe da trekking, abbigliamento adeguato e condizioni meteo favorevoli sono fondamentali. Non improvvisatevi mai e soprattutto rispettate sempre la montagna.

Le Cascate di Stanghe

Dati tecnici:
  • Durata: circa 1 ora
  • Difficoltà: medio-facile
  • Partenza: Stanghe
Se la Val di Vizze ci aveva regalato la grandezza della montagna, il trekking alle Cascate di Stanghe ci ha fatto scoprire una natura completamente diversa. Qui non siamo saliti verso le alte quote, siamo entrati nel cuore della montagna. Le Cascate di Stanghe, conosciute anche come Gilfenklamm, sono state create nel corso dei millenni dal Rio Racines, che ha scavato una profonda gola nella roccia di marmo bianco. E appena si inizia il percorso si capisce subito chi è la vera protagonista: l’acqua.

Cascate di Stanghe.

La senti prima ancora di vederla. Il suo rumore diventa sempre più forte mentre il sentiero si inoltra nella gola. Poi arrivano le passerelle, i ponti e le scalinate che permettono di seguire il percorso dall’alto, accanto alle pareti di roccia. Ad ogni passo il paesaggio cambia.
L’acqua scorre impetuosa sotto di noi, precipita tra le rocce, crea piccoli vortici e spruzzi che arrivano fin sul viso.
Intorno il verde è intenso e la luce entra nella gola creando giochi di ombre che rendono tutto ancora più suggestivo.
È un percorso che coinvolge tutti i sensi.
Si guarda.
Si ascolta.
Si respira.
E soprattutto ci si lascia sorprendere. Mi sono ritrovata più volte a fermarmi semplicemente per osservare l’acqua.

Cascate di Stanghe.


Perché davanti a uno spettacolo così, anche le fotografie sembrano non riuscire a raccontare davvero quello che si prova.
Il percorso classico attraverso la gola è di circa 2,5 chilometri, con un dislivello di circa 175 metri e una durata indicativa di un’ora.
Non è un trekking lungo o particolarmente impegnativo, ma è importante prestare attenzione perché le passerelle possono essere bagnate e scivolose.
E poi c’è un’altra cosa che consiglio sempre quando si visitano luoghi come questo. Non avere fretta. Lasciatevi il tempo di ascoltare l’acqua. Di guardare le rocce e di respirare profondamente.

Cascate di Stanghe.


Perché la meraviglia non ha bisogno di essere raggiunta con una lunga salita.
A volte basta seguire un sentiero e lasciarsi guidare dalla natura. Le Cascate di Stanghe sono state proprio questo per noi.
Una passeggiata nel cuore della montagna, dove l’acqua ha modellato la roccia creando uno spettacolo che sembra quasi irreale.
E anche qui siamo tornati indietro con quella bellissima sensazione di aver scoperto un altro piccolo angolo d’Italia capace di emozionarci.

Cascate di Stanghe.

Dove soggiornare a Racines?

Dopo giornate trascorse a camminare tra boschi, montagne e cascate, nulla è stato più piacevole che tornare al Berghotel Ratschings, che è stata la nostra casa durante questo viaggio.

Berghotel Ratschings.


La posizione è perfetta
per chi vuole vivere la montagna e avere a disposizione un punto di partenza comodo per le proprie escursioni.
Ma quello che abbiamo apprezzato di più è stata proprio l’impeccabile accoglienza che abbiamo trovato al nostro rientro.
Dopo tante ore di trekking, tornare in hotel, togliere gli scarponi e concedersi finalmente un po’ di relax è uno dei piccoli piaceri che rendono ancora più bello un viaggio in montagna.

Berghotel Ratschings.


E al Berghotel Ratschings il relax è davvero una parte importante del soggiorno.

Berghotel Ratschings.

Uno degli angoli che abbiamo amato di più è stata l’incantevole piscina esterna, con una vista spettacolare sulle montagne.

Berghotel Ratschings.

È impossibile non lasciarsi conquistare dalla possibilità di fare un bagno guardando le cime che circondano Racines, per poi rilassarsi nell’area esterna con lettini e ombrelloni.

Berghotel Ratschings.

Dopo una giornata trascorsa sui sentieri, immergersi nell’acqua e lasciarsi semplicemente guardare intorno è stato uno dei momenti che abbiamo apprezzato maggiormente.

Ma il Berghotel non ha pensato solo al relax all’aperto. All’interno dell’hotel c’è infatti una spa dove potersi concedere qualche ora di benessere. Abbiamo trovato una sauna, una piscina calda coperta e un idromassaggio, perfetti per rilassare i muscoli dopo le nostre escursioni.

Berghotel Ratschings.


E per chi non vuole rinunciare all’attività fisica nemmeno in vacanza, c’è anche una palestra.
Insomma, dopo una giornata di trekking, qui è davvero possibile scegliere come recuperare le energie: una nuotata con vista sulle montagne, qualche momento nella spa, un bagno caldo nell’idromassaggio oppure un po’ di allenamento.

Berghotel Ratschings.


Il Berghotel si trova a Racines, in località Colle,
e la sua posizione permette di vivere la natura circostante sia durante la stagione estiva sia durante quella invernale.
Le camere sono accoglienti, incantevoli e alcune, come la nostra suite, regalano una splendida vista sulle montagne.

Berghotel Ratschings.


Eleganti e dotate di ogni comfort. Ambienti luminosi, con arredi in legno naturale, che invitano a sognare e a rilassarsi in una cornice di benessere e relax.

Svegliarsi la mattina con le cime davanti agli occhi è sicuramente uno dei modi migliori per iniziare una nuova giornata.

Berghotel Ratschings.

Ma le eccellenze del Berghotel si sono amplificate soprattutto degustando le ottime colazioni e le deliziose cene.

I nostri risvegli sono stati accompagnati ogni giorno dai profumi, colori e sapori dei prodotti tipici del posto: dallo speck ai gustosissimi formaggi, burro, marmellate, cornetti, dolci fatta in casa, pane caldo, pancakes, cappuccini, succhi di frutta, caffè e centrifugati.

Berghotel Ratschings.

Una colazione da campioni per iniziare al meglio le nostre giornate di trekking.

Nella meravigliosa sala del ristorante, con vista sulle montagne circostanti ci attendeva ogni volta un’abbandonante e delizioso buffet, accompagnato dai piatti squisiti scelti dal menù alla carta.

Berghotel Ratschings.

Un’esplosione di sapori sublimi e genuini locali.

Berghotel Ratschings.

Il nostro viaggio a Racines è stato incantevole!
Abbiamo attraversato una valle selvaggia, raggiunto un rifugio a oltre 2200 metri, camminato accanto a cascate impetuose e trascorso giornate intere immersi nella natura.
Ma come sempre, quando viaggio, non sono solo i luoghi a rimanermi dentro.
Sono le sensazioni. Il silenzio durante una salita. Il respiro affannato dopo un tratto più impegnativo.
La felicità quando finalmente raggiungi nuovi luoghi. 
Il vento sul viso. E quella sensazione di libertà che arriva quando ti guardi intorno e ti rendi conto che, per qualche ora, non esiste nient’altro. Solo tu e la montagna.
Il Trentino Alto Adige ci ha regalato e ci regala sempre tutto questo.
E ancora una volta ho avuto la conferma che il trekking non è soltanto uno sport o un modo per scoprire nuovi luoghi è un viaggio dentro noi stessi.
Perché quando arrivi in cima, dopo aver affrontato la fatica, non hai semplicemente conquistato un sentiero.
Hai conquistato qualcosa dentro di te.
E così, mentre lasciavamo Racines per proseguire il nostro viaggio verso altri luoghi meravigliosi avevamo già quella sensazione che conosco bene.
Quella di aver lasciato un pezzetto del cuore tra quelle montagne.
Ma anche la certezza che, prima o poi, torneremo a riprenderlo.
Ma il nostro viaggio non è terminato, nel prossimo articolo vi racconterò il proseguimento di un itinerario che ci ha conquistato dall’inizio alla fine.
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