Grotta di Seiano: una galleria misteriosa a Napoli

Napoli, la mia Napoli, è una città che non smette mai di affascinarmi, sorprendermi e stupirmi grazie alle sue innumerevoli meraviglie.

Oggi vi condurrò con me in uno dei punti più fascinosi del Golfo di Napoli dove sorge, nascosto, un luogo poco conosciuto, capace però di raccontare uno spaccato storico importantissimo e ammaliare con una vista panoramica tra le più belle che si possono ammirare in città. Oggi esploreremo la Grotta di Seiano, un traforo di epoca romana che congiunge il territorio di Bagnoli con l’Area marina protetta della Gaiola.

Scopriamo questa galleria misteriosa insieme!

 

La Grotta

Una grotta lunga 770 metri con 120 archi, per tagliare in due la collina di Posillipo a Napoli: un’avventura unica adatta a tutti!

La Grotta di Seiano fa parte del Parco Archeologico del Pausilypon: è una galleria artificiale di epoca romana del I secolo a.C.

grotta di seiano

Grotta di Seiano.

La galleria è stata realizzata dall’architetto Lucio Cocceio per collegare la villa di Publio Vedio Pollione, situata nel Parco Archeologico del Pausilypon, area in cui arriva la grotta, e le altre ville patrizie di Pausilypon ai porti di Pozzuoli e Cuma. Ma il suo nome deriva dal prefetto dell’imperatore Tiberio, Lucio Elio Seiano, che allargò la galleria esattamente cinquant’anni dopo la sua costruzione.

La visita fin da subito risulta essere davvero suggestiva: un ingresso maestoso, descritto dalla famosa tecnica romana dell’opus reticulatum, ci fa da benvenuto, e una volta varcato si cammina piano piano nel tunnel, dove c’è una temperatura di circa 16 gradi e una buona areazione. Tutto il percorso è illuminato da una calda luce gialla che rende l’atmosfera mistica. Si prosegue passo dopo passo compiendo letteralmente un viaggio nel tempo.

Grotta di Seiano.

A metà del percorso singolari sono i tre cunicoli sulla destra tutti progettati per portare luce e aria all’interno della grotta.

Alla fine del tunnel si intravede la luce del sole e da questo punto in poi si percorre il Parco Archeologico del Pausilypon passando sotto un pergolato di fico. Inizia una breve passeggiata tra pareti di tufo giallo e una fitta e rigogliosa vegetazione, ci sono bacche di olio di ricino, campanule, un canneto e alberi di melograno.

 

La Villa imperiale Pausilypon

Da qui si giunge nella spettacolare parte esterna dove i resti della grandiosa villa di Publio Pollione fanno da cornice ad una scenografia sensazionale: una balconata a picco sul mare ospita sul suo sfondo le splendide isole di Nisida, Ischia e Procida in lontananza, e guardando in basso l’azzurro vivo del mare fa risplendere la bellezza della Baia dei Trentaremi.

Grotta di Seiano.

Ciò che resta della vecchia villa di Pollione è davvero pochissimo basti pensare che accanto ad essa egli fece costruire anche un teatro semicircolare con 2000 posti, un odeon e un piccolo teatro coperto, con pavimento in marmo, con 70 posti.

Grotta di Seiano.

Qui venivano messe in scena le epocali tragedie e le opere di poesia e musica. I due teatri su livelli diversi erano collegati tra loro probabilmente da giardini scenografici. Nel parco della Villa infatti fioriscono agavi e ginestre e nidifica il Gabbiano reale.

Il fascino della Villa imperiale Pausilypon sta soprattutto nella sua architettura che nasce adeguandosi alla natura dei luoghi: la villa si affaccia sul golfo dei Campi Flegrei e su quello di Napoli. E’ nata come luogo dedicato all’ “otium” e al benessere, infatti, nulla mancava qui per rigenerare spirito e corpo: teatro, terme, natura e mare.

Grotta di Seiano.

Ma chi era Publio Vedio Pollione?

Era un esattore delle tasse, un uomo ricchissimo, molto amico dell’imperatore Augusto tanto che quando morì regalò a quest’ultimo l’intera villa.

Si narra che Pollione allevava ostriche, murene e orate e che fosse cattivissimo e gettasse nella vasca delle murene chiunque lo infastidisse. Una sera un servo, servendo a tavola, ruppe un prezioso cristallo e Pollione lo dette in pasto  alle murene, ma l’imperatore Augusto per punire la sua crudeltà fece distruggere tutta la cristalleria della villa.

Ciò che vi consiglio, durante una visita qui, è di dedicarvi un po’ di tempo alla contemplazione del panorama che questo luogo regala. La Baia di Trentaremi, tra le più belle della costa di Napoli, dove il blu intenso del mare si staglia sulle caratteristiche sfumature gialle del tufo napoletano, vi lascerà senza parole.

Ma perchè questa baia si chiama così?

Anche questo risale all’epoca dei romani, i quali erano soliti navigare questi mari per l’estrazione della “pozzolana”, un materiale vulcanico utilizzato per la costruzione degli edifici, e del tufo giallo. Un blocco di questi preziosi materiali costava fino a trenta tareni, l’antica moneta di Roma. Ed è da qui che nasce il nome della baia “Trentaremi” che deriverebbe proprio da un’evoluzione di “trenta tareni”.

Questa è un’oasi che riempie di gioia, bellezza e rasserena l’animo, non a caso il posto in cui sorge si chiama Posillipo che secondo l’etimologia greca “Pausilypon” sta per “luogo dove cessano gli affanni”.

Come sentirsi tristi di fronte ad una bellezza così disarmante?!

Grotta di Seiano.

L’accesso alla Grotta è possibile tramite una visita guidata fatta dalle bravissime e competenti guide, come la nostra Elena, del C.S.I. Gaiola Onlus.

L’associazione si occupa di tutto il sito appartenente al Parco archeologico sommerso della Gaiola ed è grazie al loro lavoro costante e pieno di amore per la nostra città che questa meraviglia napoletana è tornata al suo antico splendore! Sono stati valorizzati e inseriti differenti percorsi didattici e interessantissimi itinerari di visita tra terra e mare tutti da esplorare e conoscere.

Per prenotare la visita alla Grotta di Seiano è sufficiente collegarsi al sito ufficiale dell’Onlus dove avrete la possibilità di consultare gli orari e le tipologie di visita disponibili per il periodo di interesse.

Il costo del biglietto è di 7 euro a persona.

 

Conoscere questi luoghi mi porta a toccare la bellezza più completa in cui la mente si apre e perde tutti i suoi confini. Quel tipo di bellezza che permette di riempirmi di un respiro che porta la mia frequenza a battiti più alti dove ogni più piccola parte di me danza insieme all’universo intero.

Questa è l’unica e più autentica bellezza di cui il mondo e gli esseri umani tutti dovrebbero nutrirsi.

Spero come sempre di avervi ispirato ad esplorare questi luoghi, amandoli e proteggendoli.

 

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Alla prossima escursione.

 

 

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